11 febbraio: giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza
Oggi, 11 febbraio, si celebra la settima giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza, una giornata istituita dall'Onu.
Quanto sono presenti le donne e le ragazze nel mondo scientifico? Purtroppo, ancora troppo poco, anche se qualcosa sta cambiando. Il rapporto mondiale uomo/ donna è dell 33% delle presenze femminili nell'ambito della ricerca scientifica. La maggioranza delle ragazze ritiene che le facoltà universitarie di indirizzo scientifico e IT non siano adatte alle loro potenzialità. Sappiamo perfettamente che questa convinzione è frutto di un approccio sbagliato, dettato da un certo maschilismo d'antan del mondo della cultura. Non molto tempo fa un celebre filosofo di cui fortunatamente non ricordo il nome ha sostenuto che le facoltà scientifiche non fossero adatte alle donne. E siamo nel 2022. Numerosi, quindi, i pregiudizi da abbattere per accrescere un input ulteriore all'aumento di fiducia nelle ragazze a cambiare mentalità e a "buttarsi" nel mondo delle scienze.
Inutile dire che le donne che si sono cimentate nel mondo scientifico abbiano raggiunto molto spesso i vertici, seppur abbiano dovuto superare diversi ostacoli di natura culturale e non solo. Molte ricercatrici, ad esempio, lasciano l'Italia per poter essere assunte all'estero dagli istituti di ricerca, o semplicemente per avere la possibilità di completare e portare a buon fine un loro progetto.
Secondo il rapporto di Save the Children è aumentato, fortunatamente, e sta crescendo sempre più, il numero delle ragazze italiane che si iscrivono alle facoltà dell'area STEM ( scienze, tecnologie e matematica).
Ulteriore rafforzamento all'inclusivitá femminile nel mondo scientifico dovrebbe arrivare dai fondi stanziati del PNRR.
Il futuro, quindi, si profila molto più roseo e sicuramente più "rosa", come si augura chi ce l'ha fatta. Una tra le tante protagoniste, la professoressa Fabiola Gianotti, direttora del Cern.
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