Chi è Putin?
Ormai si può affermare che la guerra russo-ucraina è imminente. Con la firma di Putin che attesta la separazione dall'Ucraina delle due regioni confinanti, Lunansk e Bonetsk che formano il Donbass, e di conseguenza ammette l'annessione alla nazione russa, la dichiarazione di guerra è come se fosse stata proclamata. A meno che la diplomazia internazionale faccia il cosiddetto "miracolo". Un contrasto alle volontà belliche e sovraniste della Russia è dato sicuramente dall'embargo da parte dell'Occidente, fatto che puntualmente si è avverato in questi giorni, con la Germania che ha bloccato un gasdotto verso la Russia e la Gran Bretagna che nella City ha femato gli affari delle banche russe a Londra.
Ma chiediamoci, chi è Putin, il protagonista indiscusso di questa virata bellica?
Nasce nel 1952 a Leningrado, si laurea in giurisprudenza nel 1975, per 16 anni è un funzionario del Kgb poi diventato FSB arrivando al grado di tenente colonnello.
Nel 1990 ricopre l'incarico di dirigente pubblico degli Affari Esteri per il comune di San Pietroburgo. Verrà accusato da un'apposita commissione d'inchiesta di aver sottratto i generi alimentari alla città che erano il pagamento dei suoi favori nei confronti delle imprese estere nel campo minerario, le quali si accaparrarono appalti grazie a lui con prezzi veramente minimi.
Putin si sposterà a Mosca dove verrà nominato capo della FSB e poi si avvicinerà sempre più ad Eltsin, vecchio e ammalato, fino a sostituirlo nel 1999.
Ricoprirà l'incarico di Presidente della Csi fino al 2008. In seguito al quarto punto della Costituzione russa è impossibilitato a ricoprire per la quarta volta la carica di presidente, e allora farà eleggere il suo uomo fidato Medvedev, facendosi nominare da quest'ultimo Primo Ministro.
E' stato rieletto Presidente della Federazione Russa nel 2012, carica che ha attualmente.
Durante il suo primo mandato a cavallo degli anni 2000 fino al 2008 spinge l'economia russa nella direzione dell'export delle materie prime, raggiungendo ottimi risultati in termini di Pil.
Risultati economici che dal 2008, con la crisi scoppiata quell'anno a livello internazionale, vanno in caduta libera fino a raggiungere traguardi poco entusiasmanti ai giorni nostri.
Putin è sostanzialmente un oligarca, che ha governato e governa la Russia essenzialmente da solo, circondato da una pletora di funzionari di stato a lui ubbidienti , e con un circo di amici diventati a loro volta milionari e potenti , patrimoni e potere che si incastrano e scivolano in un gioco infinito di scatole cinesi.
A capo, in questi ultimi decenni, del cosiddetto "sovranismo" internazionale, Putin auspica una politica aggressiva e autoritaria, oligocentrica, conservatrice se non reazionaria, omofobica, legata a doppio filo all'arricchimento dei pochi e alla auspicata sudditanza del popolo, e ad ambienti religiosi reazionari e lontani anni luce dalla figura di Bergoglio che viene deriso e osteggiato.
L'opera di Putin ha portato i suoi frutti: ha invaso nel 2014 la Crimea, e con pochi spari di mortaio ha annesso questa penisola assicurandosi lo sbocco sul mar Nero; ed ora vorrebbe raggiungere lo stesso risultato con l'Ucraina. Nel passato Vladimir Putin si è distinto per la politica interna "appannata", aggettivo eufemistico, dall'uso dell'FSB in senso personalistico.
Ha deligittimato gli oppositori interni, molto spesso legati al mondo degli affari internazionali o al giornalismo, ricorrendo o alla cacciata dalle tv e dai media nazionali dei dissidenti ( durante gli anni 2000) o più spesso all'omicidio politico.
Sotto il giogo delle raffiche da armi da fuoco o tramite avvelenamento sono passate tante personalità, assurte alla cronaca per la loro morte violenta.
Si pensi a Boris Berezovskij, affarista morto a Londra, grande oppositore di Putin; a Litvinenko, dapprima agente russo dei servizi segreti e poi dissidente, morto avvelenato a Londra; ad Anna Politkovskaja, giornalista testimone dell'efferata guerra cecena e nell'Ossezia, uccisa nell'ascensore di casa mentre rientrava dopo aver lavorato e fatto la spesa.
Gli esperti non considerano, dunque, la Russia una democrazia. Transparency International indica la Csi come una nazione corrotta. Punteggi fortemente negativi sono indicati anche da Democracy Index dell'Economist Intelligence Unit, e sul Freedom House si raggiunge nel 2017 un punteggio 20/100 ( indice che misura la democrazia del paese) che non si vedeva dai tempi dell'Unione Sovietica.
La poca trasparenza del governo di Putin, i suoi affari interni ed internazionali ( si disse che ispirò un complotto ai danni di Hillary Clinton per favorire il suo amico e socio Trump durante le elezioni che videro quest'ultimo eletto presidente degli Stati Uniti )il suo culto della personalità di stampo stalinista, la innegabile morsa contro qualsiasi voce dissidente, il desiderio di risultare vincente di fronte ai suoi concittadini, che subiscono lo scotto delle oligarchie economiche soffrendo la miseria, sono tutti input che spingono Putin a fare la guerra in Europa nel 2022.
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