Oggi il Trattato di Maastricht compie trent'anni
Il 7 febbraio del 1992 venne firmato dai 12 paesi dell'allora Comunità Europea il trattato di Maastricht con il quale si sancì l'unione politica e soprattutto economica dei paesi dell'Unione.
Il Trattato, presidente Jacques Santer, fondò i tre pilastri della politica, dell'economia e della politica sociale della Unione Europea. La Comunità europea avrebbe inglobato CECA, CEE e CEEA.
CECA è la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio;
CEE è la Comunità Economica Europea;
CEEA è la Comunità Europea dell'Energia Atomica.
Ci sarebbe stata un'unica politica estera e della sicurezza.
Si voleva una coerente politica in merito agli Affari Interni e Giustizia
Il Trattato si mostrava orientativamente più alla portata delle aspirazioni anglo-olandesi, piuttosto che come risposta alle spinte federaliste franco-tedesche.
Il Trattato si compone di 252 articoli nuovi, 17 protocolli e 31 dichiarazioni.
L'Ue, in virtù di questo Trattato, venne edificata sulla base dei tra pilastri, uno dei quali fu la denominazione CE, e non più CEE, che sussisteva su base federale, rispetto alla Pesc (Politica estera e sicurezza comune) e agli affari interni che hanno mantenuto un profilo intergovernativo. Il Trattato fonda e rafforza la creazione di un quadro istituzionale unico, in quanto tutte le realtà istitutive sono interdipendenti ai tre pilastri. Il Consiglio Europeo viene riconosciuto come organo di sviluppo politico comune.
Dopo qualche anno da Maastricht, il 1° gennaio 1999 nasce la BCE, cioè la Banca Centrale Europea, successivamente alla creazione dell'IME (Istituto Monetario Europeo), e subito dopo il SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali).
Si gettano le basi concrete per una comune politica economica e monetaria. Da una prima fase in cui sarebbero circolate le monete nazionali legate ai tassi fissi con il futuro Euro, si sarebbe passati alla moneta unica : l'Euro, appunto.
Per passare a tale fase, però, ogni Paese avrebbe dovuto rispettare dei precisi parametri: Rapporto tra deficit pubblico e Pil non superiore al 3%; rapporto debito pubblico e Pil non superiore al 60%; tasso d'inflazione non superiore all' 1,5%; permanenza nella UE negli ultimi 2 anni senza fluttuazioni della moneta.
Quale il consuntivo di questi ultimi trent'anni di politica europea?
Personalmente mi esprimo in maniera positiva: nel contesto di un mondo globalizzato potrei affermare che l'unione fa la forza. Sicuramente ci sono stati dei casi nei quali la UE ha imposto, per rientrare nei parametri economici, una politica di lacrime e sangue ( pensiamo alla Grecia), ma, tutto sommato, durante questi ultimi anni sono stati più i vantaggi che le negatività. Contro i personalismi dei politici, gli egoismi di alcuni paesi membri (Polonia, Ungheria, etc) possiamo guardare all'Europa veramente come a una Casa Comune, come auspicava il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli recentemente scomparso.
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