Pietà per l' Ucraina, pietà per Carol.

 Il massacro di Bucha è solo l' ultimo atto di una guerra senza alcun orizzonte di pace, senza alcuna pietà per l' uomo. 

In Ucraina si sta guerreggiando senza regole, senza alcuna etica, come sono di solito i conflitti etnici, le invasioni da parte di un folle dittatore, gli scontri corpo a corpo di esseri umani senza dignità. 

È delle ultime ore il filmato della città di Bucha, abbandonata dai russi, che hanno compiuto strage di civili inermi, i cui corpi affollano le strade. 

Cosa dire? Srebrenica dopo trent' anni è tornata in Europa, come le Aushwitz, le Dachau di ottant' anni fa, come le più recenti stragi siriane, afghane, irachene in Asia. Come l' orrore dei Tutsi fatti a pezzi nell' africana Ruanda

Ogni epoca ha avuto e vissuto l' orrore. 

Non immaginavamo che negli anni 20 del XXI secolo, questo dramma della guerra orribile e sconcia, priva di significato se non quello della violenza gratuita, sarebbe stato protagonista ancora una volta nel panorama storico e geopolitico.

Ma tant'è, il dado è tratto; la orripilante conta dei morti cresce sempre di più ogni giorno, le fosse comuni ne sono ampia testimonianza. Il rispetto per l' essere umano va via via decrescendo, man mano che aumenta l' offensiva degli invasori. 

Si spogliano le case, i cadaveri, di quel che rimane addosso dell' antica normalità. I russi preferiscono il bottino di guerra alla pietà del ricovero dei compagni caduti.

La violenza cieca e assordante la si riscontra anche, in un parallelismo scevro di ideologismo, sul corpo martoriato di Carol Maltesi, una giovane madre, uccisa vicino Bergamo con ferocia, con determinata voluttà, e smembrata da ineffabile volontà di distruzione del suo corpo, e quindi della prova della colpa.

Come non provare lo stesso, medesimo orrore? Come non recuperare quel poco di vergogna di noi spettatori di cotanta oscenità di fronte allo strazio delle carni di Carol, come di una donna Ucraina stuprata e impiccata dal nemico?

Nel caso di Carol, il nemico è stato un vicino di casa, rispettabile, bancario, food blogger, col quale aveva una relazione e dal quale voleva allontanarsi per una maggiore vicinanza al figlio di appena sei anni.

Il nemico non sempre è riconoscibile, non sempre indossa un uniforme.

Il bancario in giacca e cravatta ha orridamente ucciso nel mese di gennaio Carol che di lui si fidava, ha poi acquistato un congelatore da Amazon, ha surgelato il cadavere come bottino di una guerra privata.

Ora Carol era tutta sua. Non poteva più allontanarsi. L' ha sfregiata nel viso, per non riconoscere in lei un' identità. Cercava di distruggere i tatuaggi che potevano identificarla. L' ha tagliata in 15 pezzi e buttato i resti sul ciglio di un burrone.

L' orrore: che ci riporta a quello toccato in sorte a Pamela Mastropietro, la giovane romana macellata da un pusher nigeriano.

Ma mentre per Pamela l' opinione pubblica si è mossa, indignata da tale scempio, per Carol non si è avvertita la stessa indignazione. Perché Carol era una donna libera che faceva del suo corpo quel che le pareva più giusto. L' hanno descritta come una porno attrice. Può darsi, ma era una sua scelta, era anche madre, però, e figlia e nipote.

Sui social si sono letti commenti i più disparati, soprattutto un gran numero di insulti per questa donna dal destino atroce. Ci si è più inaspriti sulla vittima piuttosto che sul carnefice. Perché costui era persona cosiddetta "perbene"?

La doppia morale è sempre lì, all'angolo, che attende i moralisti, i doppio pesisti, gli ipocriti farisei dal giudizio inappellabile.

Un filmato giornalistico ha riportato la fine di una donna Ucraina: anche lei col volto irriconoscibile e con una svastica disegnata con il fuoco sul ventre. 

Non sono simili, per quanto distanti nel tempo e nello spazio, le due donne?

I loro corpi offesi, distrutti, da violenza cieca, mossa da idea di possesso di una terra come della vita di una persona.




 

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