La scala degli invisibili

 In Italia esistono delle priorità. Sono state e sono quelle di mantenere in piedi il potere in tutte le sue forme, da quelle più occulte a quelle più palesi.

La narrazione comune, scritta sui giornali, postata sui social, trasmessa attraverso i media, è sempre molto semplicistica e quasi banale. Ma la realtà è stata ed è tutt'ora estremamente più complessa. 

Si può vivere la storia e nella storia di un Paese senza accorgersene. Si può occupare un posto alla luce del sole, nell' alveo dello Stato e contemporaneamente lavorare nell' ombra per ordini superiori.

Questa condizione è stata comune molto spesso nel nostro passato storico, ma si potrebbe affermare che vige anche nel presente.

Ci sono apparati dello Stato che hanno necessità dell' ombra per poter mandare avanti la baracca con la finalità ultima di saper difendere gli interessi più segreti.

Esiste una specie di scala gerarchica inframezzata dai pioli di altre scale altrettanto gerarchizzate. In fondo, tutto molto semplice se si studia il fenomeno in maniera approfondita, sicuramente complesso ad una lettura superficiale.

Quelli che sembrano singoli fenomeni, non sono affatto tali: mafia, massoneria, servizi segreti, politica nazionale e internazionale, economia, eversione, sovversione.

Prendiamo, ad esempio, un singolo dipendente dello Stato.

Esegue i compiti a lui assegnati, ufficialmente ubbidisce ai suoi diretti superiori, ma contemporaneamente deve rendere conto ad ambienti correlati al suo. 

Allora, si attiva in ambiente mafioso, politico, militare. 

Prepara il terreno per operazioni segrete, non è solo, è diretto passo passo nelle sue azioni. 

Si viaggia su e giù per il Paese. Si acquistano immobili su commissione, si nascondono armi, si sa prima quello che avverrà dopo. 

Di più non si può dire. Forse è solo un sogno paranoico. O una verità troppo cruda.

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