"Il pastore e la strega" , l' atteso film di Stefano Santachiara
Sabato è in programma la prima nazionale del film di Stefano Santachiara al cinema Flamingo di Capoliveri, sull'isola d'Elba, un appuntamento molto atteso dopo i premi ottenuti dalla pellicola in Israele e in India. Il Fatto Quotidiano ha dedicato una recensione al lavoro del giornalista d'inchiesta e scrittore emiliano, riassumendone la trama:
"S'intitola Il pastore e la strega ed è una commedia ecologista scritta e diretta da Stefano Santachiara: è stato l'unico film italiano ad accedere alla finalissima del Near Nazareth film festival in Israele, ad Afula, vinto dal film russo The doctor di Artyom Temnikov. Ambientato sull'isola d'Elba, il film di Santachiara narra di un progetto di cementificazione e interramento rifiuti orchestrato da un affarista milanese in combutta con un sindaco corrotto e con le cosche, che devono vedersela con un giovane pastore e l'integrità morale di una contabile del Comune. Sarà nelle sale dal 6 ottobre".
Santachiara ha poi rilasciato un' intervista al Corriere: “Il cinema si respira nelle sale, non sui tablet” è la frase con cui Stefano Santachiara, già giornalista d’inchiesta e scrittore, ci accoglie nella casa elbana che usa come base per l’ispirazione e il lavoro. E’ una residenza Montauti, discendenti del primo governatore dell’isola inviato dai Medici di Firenze. “Ma questa non è la napoleonica Portoferraio, è Marina di Campo, una perla immersa nel verde”.
Il pastore e la strega esce nei cinema d’essai ma anche nelle multisale accanto ai big italiani e americani, una sfida da far tremare i polsi…
Più che i numeri mi interessano le sensazioni degli spettatori. Se si saranno divertiti, se all’uscita della sala rifletteranno sul film.
Una commedia originale, definita “ecologista” dal Fatto Quotidiano, certamente farà discutere per i temi incrociati che affronta, nello stile dei tuoi libri così diversi dal mainstream. Ma qual è la morale del film?
Non saprei… Non c’è un messaggio, un consiglio diretto. Sicuramente emerge il rapporto dell’uomo con la natura, per ciascuno molto diverso, e poi ci sono le scelte dei personaggi, quelle facili della ricchezza e del potere, quelle più complicate perchè sono scelte di libertà.
Perchè l’Elba?
(Si gira verso il mare) E’ un’isola particolare, un’Italia in miniatura. Ci sono la storia e la bellezza nelle più varie forme, i manoscritti negli archivi e le cornici dei Bonaparte nelle antiche residenze, la montagna fitta di alberi e le facciate di granito, le spiagge di sabbia, ciottoli, oppure le rocce, ci sono i profumi e i colori del mare sempre diversi come le piante e i fiori. E tanti animali d’acqua, di terra e di aria. In questi luoghi tanti si sono ispirati… E poi c’è una ragione professionale fondamentale per il film: la grande collaborazione dei tecnici locali e degli attori di teatro, attivi sull’isola da tempo e venuti per passione, un gruppo affiatato e preparato.
Florencia Perez da Rold, per alcuni la rivelazione del film, è argentina. L’editor Francesco Guida dirige una web tv nel Cilento.
Sì, quella con Francesco è un’unione, e un’amicizia, che va avanti dal primo film, Corpo, altra bellissima esperienza.
Un thiller psicologico complesso, Corpo, con una serie di limiti tecnici, comunque selezionato dall’università del Connecticut per i gender studies. Perchè questi due film, apprezzati all’estero, non hanno vinto festival italiani e non hanno trovato produttori e distributori?
Corpo non c’è riuscito, Il pastore e la strega invece ha preferito avanti in modo indipendente malgrado l’interesse della casa di produzione Palomar e ha scelto di distribuire in autonomia, una scelta insolita ma dichiarata legittima da Siae e Ministero ai Beni culturali.
D’accordo, ma anche la prima sceneggiatura sulla vita di Lou Salomè, rappresentata da artisti inglesi nel Cheshire, è stata di fatto censurata in Italia, persino due compagnie teatrali che avevano concordato di portarla in scena, hanno fatto retromarcia. Perchè?
(Sorride) Un amico magistrato anni fa citò i Vangeli per spiegare una dinamica simile: “Nemo propheta in patria”.
Non sarà anche per i vent’anni di inchieste giornalistiche sul malaffare dei politici, che ti hanno intentato una causa da 1 milione di euro per la puntata di Report sul primo caso di rapporti fra mafia e Pd al nord, il bestseller I panni sporchi della sinistra, o le indagini contro la polizia deviata coinvolta nel delitto Mascaro?
Forse, ma si va avanti.
La gioia per i due festival del cinema: maggiore per Israele o per l’India, paese dei BRICS in grande crescita?
Tutte e due belle soddisfazioni, sono stati momenti di arricchimento per il confronto culturale, per i film che abbiamo potuto vedere, realizzati in tanti paesi diversi, abbiamo conosciuto i punti di vista dei registi e le loro storie.
Non hai risposto però.
Fra i due festival? Israele, meraviglia. Un unico neo…
Quale?
Non essere andato per la fobia dell’aereo.
Una mancanza per chi fa questo mestiere.
Lo so.
A proposito di difetti, parliamo dei ‘cattivi’ de Il pastore e la strega. L’affarista milanese è cinico, il sindaco toscano superficiale e superstizioso come il furbo geometra napoletano: non rischiano di cadere nel clichè?
Sono personaggi in chiaro scuro, non etichettabili superficialmente. Ma forse hai ragione, ho esagerato a enfatizzare alcuni aspetti, l’ho fatto per renderli divertenti e capaci di far riflettere.
Effettivamente alcune gag sono spassose. Quello che volevo sottolineare però è la somiglianza di questi ‘cattivi’ con alcuni soggetti che hai raccontato nei tuoi articoli… Perchè sei passato dal giornalismo al cinema?
Per amore.
Ti sei fidanzato con un’attrice?
No.
Capita spesso nel mondo del cinema…
Non mi è capitato.
In che senso allora hai cominciato a fare cinema per amore?
Nel senso che sei anni fa, sognando di incontrare di nuovo la donna che… che sentivo essere la mia metà, ho iniziato a scrivere sceneggiature… Hai presente il gerundio del titolo della commedia su Lou Salomè in inglese?
Credo di aver capito. Vittorio Macioce de Il Giornale ha scritto che la tua vita è da romanzo. Per la vicenda dell’amica Procuratrice della Repubblica che non accetta il rifiuto e allora, assieme a politici, ti fa diffamare con fake news fino all’Albione?
(Resta in silenzio)
Sono cose già note nell’ambiente giornalistico: Luna, Lupo, Stella…
Sono persone potenti… Hanno sporcato una poesia pura, un rapporto gioioso, ma la colpa è stata anche mia che per proteggere Stella ho recitato una parte, allontanandola.
Non deve essere stato facile.
Ci sono cose peggiori. In generale mi sento di consigliare di restare sempre se stessi, ignorando chi ci vuole male, lottando senza timore per le cause giuste, impegnandosi nella vita privata per le persone che contano, nell’amicizia vera, che ha un valore altissimo e profondo.
Rivelaci almeno come è finita tra te e Stella…
(Da un carillon tira fuori un anello) Come vedi è ancora qui.
C’è chi scrive delle proprie delusioni sentimentali. Magari non un romanzo… un film?
No.
Va bene, torniamo a Il pastore e la strega. Emozione per la prima di sabato prossimo?
Un po’ sì.
La storica dell’arte Elisabetta Landi ha affermato che le donne delle tue storie sono forti, superano gli ostacoli con agilità e sovrastano gli uomini. Piuttosto rare… Ti sei ispirato a persone reali?
Sì, il destino mi ha dato in sorte di conoscere donne meravigliosamente rare.
Nel film suscita curiosità il personaggio della strega, sembrerebbe bifronte: la calma della virtù, l’astuzia della fattucchiera…
Stai dicendo tutto tu (ride).
Tornerai a concedere interviste o ci vorranno altri 6 anni?
Tendenzialmente no, sono di carattere timido e poi parlare del proprio film o del proprio libro rischia di svelare troppo.
Chiudiamo con un’immagine. Se potessi dipingere questa sfida al botteghino con le grandi produzioni e gli attori famosi?
I visi delle persone in sala.
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